Chiunque voglia cimentarsi in uno slow motion dovrà per forza di cose affrontare il problema dell’interpolazione tra i fotogrammi.

Ma quale impostazione scegliere? Quali sono i pro e i contro di ognuna?

Prima di iniziare è doveroso fare una premessa.

Per rallentare una clip servono fotogrammi! 

Pertanto più alto è il frame rate (numero di fotogrammi al secondo) del vostro girato meglio è. I risultati saranno migliori con qualunque interpolazione andremo a scegliere.

Detto questo, ecco un tipico problema da risolvere. Se dobbiamo rallentare una clip, dobbiamo calcolare questo coefficiente:

Q = FRAME RATE SEQUENZA / FRAME RATE CLIP SORGENTE

Q vi fornirà indicazioni esatte sulla percentuale di slow motion che potete raggiungere utilizzando SOLO e SOLTANTO i fotogrammi presenti nel girato. Avremo pertanto lo slow ideale (dove ogni fotogramma coincide con ciò che ha registrato la camera).

Ad esempio: se la mia sequenza è a 25 fps e il mio girato è a 50 fps (Q=25/50=0,50), possiamo rallentare la clip fino al 50% della sua velocità nativa.

Se invece la mia sequenza è a 25 fps e il girato anch’esso a 25 fps (Q=25/25=1), non possiamo rallentare la clip sfruttando solamente i fotogrammi nativi.

Quindi se SLOW MOTION (%) < Q (%) i fotogrammi nativi non bastano e occorre settare opportunamente l’INTERPOLAZIONE TEMPO

Vediamo come:

Cliccate con il tasto dx del mouse sulla clip
Selezionate Interpolazione Tempo (Time Interpolation)
Abbiamo a disposizione TRE possibili scelte. Vediamo i pro e i contro di ognuna.

“FRAME SAMPLING”SAMPLING” (CAMPIONAMENTO FOTOGRAMMI)

Crea i fotogrammi mancanti duplicando fotogrammi esistenti

PRO:

  • Vengono utilizzati solo fotogrammi nativi (massima definizione dell’immagine)
  • Tempi di calcolo breve (anteprima in tempo reale)

CONTRO:

  • Perdita di fluidità: evidente in caso di movimenti di camera lineari e/o a velocità costante (sliding, etc..)

“FRAME BLENDING” (FUSIONE FOTOGRAMMI)

Può fondere tra loro fotogrammi adiacenti (creando una dissolvenza a livello di frame)

PRO:

  • Fluidità delle immagini migliore rispetto al Frame Sampling
  • Può garantire migliori risultati (rispetto all’Optical Flow) per slow motion molto spinti
  • Può garantire migliori risultati (rispetto all’Optical Flow) per immagini con evidente motion blur

CONTRO:

  • Perdita di nitidezza e creazione di artefatti

OPTICAL FLOW (FLUSSO OTTICO)”

Crea nuovi fotogrammi calcolando il movimento di ogni pixel contenuto nell’immagine. E’ disponibile a partire dalla versione CC 2015.1

PRO:

  • Fluidità delle immagini migliore rispetto al Frame Sampling
  • Può garantire migliori risultati (rispetto al Frame Blending) per slow motion non troppo marcati
  • Può garantire migliori risultati (rispetto al Frame Blending) per immagini ben contrastate (dove sono ben distinguibili i pixel del soggetto principale da quelli del background)

CONTRO:

  • Perdita di nitidezza e creazione di artefatti
  • Richiede rendering per visualizzare la preview senza drop-frame

(Confronto tra metodi di interpolazione – Velocità 10%)

In definitiva non c’è un metodo sempre valido ma tutto dipende dalle immagini che abbiamo a disposizione.

Se vogliamo nitidezza (anche a discapito della fluidità) andremo a scegliere il FRAME SAMPLING.

Se invece cerchiamo la massima fluidità confronteremo tra loro il FRAME BLENDING e l’OPTICAL FLOW, preferendo la soluzione che nella nostra immagine riesce a creare il minor numero di artefatti visivi sui nuovi frames.

Da questo punto di vista l’Optical Flow è più preciso ma anche il più invasivo: se non trova corrispondenza tra i pixel può portare a frames completamente sbagliati.

L’Optical Flow pertanto è da preferire quando l’elemento di quinta e il fondale sono ben distinguibili e con riprese girate con tempi di otturazione molto brevi (con motion blur poco evidente).

Interpolazione tempo sul frame rate di esportazione

Attenzione a non confondere l’interpolazione tempo trattata finora e che è applicabile ai singoli elementi presenti in Timeline con l’interpolazione tempo presente nel modulo di esportazione!

Anche quest’ultima interviene sulla gestione di eventuali frames mancanti ma in questo caso solo quando c’è differenza tra il frame rate della timeline e quello del modulo di esportazione.

Ad esempio se ho una timeline a 25 fps e decido di esportare un video a 50 fps diventa importante settare correttamente l’interpolazione tempo presente proprio nel modulo di esportazione (oppure direttamente su Adobe Media Encoder).

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