Se apriamo la cartella delle transizioni (dissolvenze) audio notiamo che ne esistono solo tre.

Ma in cosa differiscono? 

Supponiamo di voler inserire delle transizioni audio predefinite sia in ingresso (fade-in) sia un uscita (fade-out). Inoltre altre transizioni andranno inserite nei due punti di taglio (vedi foto sopra).

La dissolvenza audio a GUADAGNO COSTANTE (Constant Gain) cambia i volumi a velocità costante. Si otterrà pertanto un effetto non particolarmente realistico.

Come si può notare il passaggio tra una clip audio e la successiva avviene in maniera perfettamente lineare.

La transizione a POTENZA COSTANTE (Constant Power) invece realizza una dissolvenza cambiando la velocità del volume in maniera graduale.

 

Il cambio volume della prima clip diminuisce leggermente fino ad aumentare la velocità al termine della transizione. Situazione opposta sulla seconda clip. Questa morbidezza in partenza e in arrivo sui cambi di volume rende la transizione a potenza costante molto più naturale di quella a guadagno costante ed è consigliata nelle transizioni ai tagli tra due clip.

La DISSOLVENZA ESPONENZIALE utilizza una curva logaritmica per gestire i cambi di velocità del volume.

 

Dall’immagine sembra simile ad un andamento lineare ma in realtà assomiglia molto alla dissolvenza a potenza costante.

La differenza è che la dissolvenza esponenziale gestisce l’aumento o la diminuzione del volume in maniera più morbida. Questo andamendo logaritmico si avvicina molto alla percezione del suono da parte dell’orecchio umano. Quindi è particolarmente adatto al fade-in e al fade-out. L’effetto di dissolvenza in ingresso e in uscita risulterà pertanto più realistico.

 

In conclusione per gestire le transizioni audio sulle tre clip rappresentate in foto una soluzione ottimale potrebbe essere la seguente (dissolvenza esponenziale in apertura e chiusura e dissolvenza a potenza costante nei tagli):

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